La Fontana dei Quattro Cavalli, uno dei monumenti più belli di Rimini, scolpita dall’artista riminese Filogeno Fabbri, fu inaugurata il 29 giugno del 1928. L’esistenza della fontana fu messa in serio pericolo non a causa della seconda G
uerra Mondiale, cui sopravvisse indenne, ma durante gli anni ‘50: la grande vasca, che rappresenta simbolicamente il mare, fu abbattuta e i quattro cavalli (cavalli marini che spruzzano acqua dalle froge) vennero sparpagliati lontano dalla sede originaria. Dopo alcuni decenni di incertezza e di indecisione sulla ricollocazione del monumento, in cui fu infine decisiva la protesta portata avanti dalla figlia dello scultore Fabbri, per il ripristino della fontana venne scelto il luogo originario, oggi Piazzale Fellini, nel quale la si può trovare dal 1983.
Quando si pensa a Rimini e all’Emilia Romagna non si può non pensare alle buonissime pietanze tradizionali, per esempio la famosa piada (o piadina). Non tutti sanno però che la sua storia deriva presumibilmente dalla lontana dominazione bizantina. Infatti il nome deriverebbe dal greco “plakous” e significa focaccia. Tuttavia vi è anche un rimando agli antichi romani, i quali cuocevano tale pietanza su terracotta o lastre di pietra, e viene citata anche nell’Eneide, in cui il protagonista Enea e i suoi compagni per mancanza d’altro mangiavano proprio la piada. L’impasto di cereali e acqua, però, è ben conosciuto anche in Turchia, India e altri paesi asiatici. Persino Giovanni Pascoli dedicò un piccolo poema a tale cibo! La piada viene fatta dunque un po’ dappertutto e questo perché i suoi ingredienti costano poco, sono semplici e si caratterizza per essere un alimento del popolo proprio perché piace un po’ a tutti!

porta montanara
Rimini nel passato fu una colonia romana e lo si può notare ancora oggi dai diversi resti archeologici esistenti e dalla struttura del suo centro storico diviso in base ai due assi principali del Cardo e del Decumano. Intorno a Rimini i romani eressero delle mura difensive e l’accesso alla città era consentito da alcune porte collocate in diversi punti della città. Oggi le più famose sono l’Arco Augusto e Porta Montanara. L’Arco Augusto, voluto dal senato in onore di Cesare , venne eretto sulle rovine di una porta più antica, Porta Romana, distrutta volutamente per far erigere questo monumento celebrativo. Oggi di questa porta non è più visibile nessun reperto ma in compenso i turisti potranno ammirare la grandiosità dell’arco Augusto che posto all’ingresso del centro storico dà l’impressione di entrare nell’antica Ariminum. La seconda porta più conosciuta è Porta Montanara, posta nel lato sud di Rimini, e oggi nuovamente riposizionata nel suo loco originario voluto dai romani. Inoltre questa porta è l’unico esempio presente nell’Italia del nord che ci è rimasto di una costruzione urbica dell’età sillana. Esistono altre due porte, la marina e la gallica, entrambe poco conosciute in quanto non ci sono pervenuti resti tangibili. Se volete approfondire l’argomento visitate il sito:
http://www.rimini-it.it/porte.htm
Dopo 18 anni di restauro ha da poco aperto al pubblico lo scavo archeologico della “Domus del Chirurgo”. Si tratta, per l’appunto, di uno scavo (situato nel centro storico di Rimini) in cui sono state ritrovate diverse abitazioni. Per saperne di più vi consiglio di visitare il sito ufficiale http://www.domusrimini.com/ o se avete poco tempo leggete il post di chiara. Qui vi scrivo solo le cose più importanti.
Orari di apertura:
dal martedì al sabato 8.30- 12- 30 e 17.00- 19.00;
domenica e festivi 10.00- 12.30 e 15.00- 19.00
Prezzi:
intero 5 €;
ridotto 3 €,
studenti 2 €.
Noi quando siamo stati a Rimini dieci giorni fa ci siamo andati e ci è molto piaciuto quindi vi
consiglio di visitare anche voi il museo. Ciao : )

Mosaico presente nella Domus

Immagine dell'interno del museo

Da www.flickr.com
Se si vuole parlare della storia di Rimini, è fondamentale prendere in considerazione il Grand Hotel. Questo non solo perché è forse il più bell’albergo d’Italia, infatti nel 1994 è stato nominato Monumento nazionale dalla Sovrintendenza per le Belle Arti, ma soprattutto perché è stato parte fondamentale della storia cinematografica italiana grazie a Federico Fellini. Il grande regista amava a tal punto questo albergo da riprenderlo in diverse sue pellicole, una tra tutte Amarcord, film conosciuto in tutto il mondo grazie anche agli Oscar vinti.
Fellini amava a tal punto il Grand Hotel da scrivere “Quando le descrizioni nei romanzi che leggevo non erano abbastanza stimolanti da suscitare nella mia immaginazione, scenari suggestivi, tiravo fuori il Grand Hotel, come certi scalcinati teatrini che adoperano lo stesso fondale per tutte le situazioni. Delitti, rapimenti, notti di folle amore, ricatti, suicidi, il giardino dei supplizi, la dea Kalì: tutto avveniva al Grand Hotel”.
Guardate una delle scene girate al Grand Hotel: Amarcord