Per molti Rimini significa unicamente discoteche e divertimento, ma in realtà questa città offre molto di più! Passeggiando per le vie e attraversando le piazze entrerete in contatto con il lato culturale del luogo: archi, borghi, torri, abbazie, fontane, mura, santuari, giardini, castelli e perfino siti archeologici!
Il sito http://www.riminiturismo.it/26/0/Arte_e_Cultura.html?lang_index=0 potrà aiutarvi durante la vostra vacanza fatta non solo di relax ma anche di cultura!
Per comprendere al meglio l’atmosfera di una città, ci sono diverse strade possibili: esplorarne le vie passando dai luoghi più turistici agli angoli più nascosti, mescolarsi tra la gente del posto, assaporare pietanze sconosciute. Tuttavia è talvolta possibile intraprendere un’affascinante esperienza di viaggio anche restando a casa . “Rimini” è uno dei romanzi più conosciuti dello scrittore italiano Pier Vittorio Tondelli. Questo autore, originario di Correggio (provincia di Reggio Emilia), ha trasfuso nella sua opera l’intensità di un’estate passata sulla riviera romagnola, durante la quale una miriade di personaggi si sfiorano, ognuno alla ricerca di qualcosa. Il filo conduttore che lega i frammenti è una vicenda dal sapore “giallo”: il cadavere di un parlamentare viene rinvenuto in mare, ma la versione ufficiale del suicidio verrà presto smentita.
Al di là degli aspetti di consumo – all’epoca vendette più di 100.000 copie -, il romanzo è capace di raccontare gli scintillanti anni ‘80 della “Rimini da bere”, parafrasando una nota espressione, senza pudori e senza falsi moralismi, e con un taglio quasi cinematografico. Un ottimo libro per scoprire una città paragonabile ad una “palude bollente di anime”, in cui la gente “cuoce e rosola”.
Di siti artistici e culturali a Rimini ne possiamo visitare molti, ma il castello Sismondo è sicuramente uno tra i più belli e i più significativi della storia della città. La costruzione fu realizzata nel lontano Quattrocento da Sigismondo Pandolfo Malatesta, che allora era il signore del comune di Rimini. Di strano c’è che la costruzione del castello ebbe inizio proprio il penultimo mercoledì di quaresima; tale data sembra infatti essere stata calcolata con attenzione dagli astrologi di corte. I lavori iniziarono nel 1437 e fu costruito proprio sopra le vecchie abitazioni di famiglia di Sigismondo, fuori il borgo di Rimini e fu terminato solo dopo 9 anni, quindi nel 1446. Il castello doveva servire come fortezza e allo stesso tempo come sede per la corte di guarigione, ma soprattutto doveva servire a sottolineare il potere di Sigismondo. La costruzione affascina per le sue grosse torri, 6 per l’esattezza, e le muraglie che lo circondano, che un tempo avrebbero dovuto somigliare a piramidi. Inoltre non mancano merletti, grandi archi, sfarzose dorature che impreziosiscono gli intonaci e gli intonaci stessi. Inciso su una murata di marmo vi è scritta un’epigrafe dedicatoria del castello, proprio per sottolinearne la sua magnificenza, mentre sull’arco d’entrata vie è raffigurato il simbolo malatestiano, ovvero un elmo a forma di elefante. Sigismondo abitò nel castello fino alla sua morte, che risale al 9 ottobre 1468.
Oggi del castello rimane solo il nucleo centrale, mentre le mura più esterne sono state abbattute e il fossato riempito ed è divenuto proprietà del comune, il quale l’ha restaurato e spesso organizza importanti mostre e manifestazioni.
Nella cultura di Rimini il dialetto è senz’altro un elemento non trascurabile. Ho vissuto in questa città per più di tre anni e il suo dialetto mi ha sempre affascinata, con quella sua cadenza buffa. La cosa che più mi ha stupita è che è comprensibile a tutti, contrariamente a molti altri dialetti in cui tutte le parole vengono radicalmente modificate, un esempio lampante ne è il dialetto leccese, ovvero il mio, e devo ammettere che in effetti per molti risulta assolutamente incomprensibile. Uno dei modi di dire che più mi piaceva e mi faceva ridere era un espressione che tradotta in italiano voleva dire che noia, ma che non vi posso dire in dialetto perché risulterebbe volgare, ma se andaste a Rimini vi posso assicurare che lo sentireste dire spesso.
Dopo l’inaugurazione avvenuta il 7 Dicembre 2009 in occasione del secondo anniversario della Domus del Chirurgo riapre, il 13 Gennaio 2010 la taverna Domus di Bacco. In questo locale sarà possibile riscoprire la cultura enogastronomica che Rimini e la sua provincia posseggono. La Domus di Bacco è stata concepita come luogo di partenza per diversi itinerari che porteranno alla riscoperta culturale e culinaria della città. Gli itinerari proposti sono tre. Il primo riguarda il museo della città, il secondo il centro storico di Rimini che verrà collegato attraverso un fil rouge al museo e il terzo porterà i turisti alla scoperta dei territori riminesi situati nell’entroterra. Una sorta di “Thermopilium” romano che rievoca sensazioni ed emozioni uniche nel suo genere.
Domus di Bacco: via dei Cavalieri, 16 presso il complesso museale del Comune di Rimini

I Signori della Tundra
I signori della Tundra è il titolo di una mostra iconografica relativa al mondo degli Inuit e dei Nenets, allestita presso il Museo degli Sguardi di Rimini. Questa esposizione ha l’obiettivo di far conoscere le popolazioni native dell’Area Artica e del loro territorio attraverso l’utilizzo di materiale fotografico davvero suggestivo. Il tutto parte dalla spedizione nelle regioni polari realizzata da Gianluca Frinchillucci (Direttore dell’Istituto Geografico Polare “Silvio Zavatti”), Luciana Vagge Saccorotti (esperta delle popolazioni siberiane) e da Aldo Scaiano (Circolo Polare). Questa mostra è stata inoltre inserita nel programma la “Carta dei Popoli Artici” la quale ha l’obiettivo di divulgare le nuove condizioni geo-territoriali che, a causa dei cambiamenti climatici, si stanno verificando in queste zone. Grazie alla collaborazione con il Museo Polare ‘Silvio Zavatti’ di Fermo si potranno ammirare manufatti eschimesi di notevole valore. L’ingresso al Museo è gratuito e visitabile il Sabato e la Domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 fino al 31 Gennaio 2010.

Forte San Leo
San Leo è un paesino di una bellezza suggestiva, abbarbicato su di un colle nell’entroterra vicino a Rimini . Ci sono stata insieme ai miei compagni il 14 di novembre e ne sono rimasta davvero affascinata. Essendo già stata anni fa a San Marino mi aspettavo di trovare più o meno lo stesso ambiente ed invece è stata una totale sorpresa. Infatti, quando si lascia la macchina nel grande parcheggio e si percorre la piccola salita che porta nella piazza principale si ha come l’impressione di venir trasportati in un’epoca passata. Il panorama che si può godere da questo luogo è uno dei più belli della rivera e la fortezza costruita a ridosso di un monte roccioso lascia senza fiato. Questo forte venne in seguito trasformato in prigione e tra i suoi detenuti vi furono il Conte di Cagliostro e Felice Orsini. Assolutamente da non perdere la cattedrale in stile romanico e il Palazzo Mediceo. Non bisogna però pensare che San Leo sia un paese sperduto tra i colli romagnoli, al contrario è dotato di diversi ristoranti, dove gustare cucina casereccia e per i turisti che desiderano alloggiarvi vi sono diversi hotel e bed & breakfast.
Per informazioni sulla storia o turistiche visitate il sito ufficiale del comune di San Leo oppure http://www.san-leo.it/

presepi dal mondo
Presepi dal mondo è una manifestazione culturale giunta alla sua VII edizione che ha vantato un successo strepitoso l’anno scorso contanto piu’ di 20000 visitatori. Si tratta di una mostra di circa 200 presepi realizzati da diverse persone rappresentative di numerosi paesi del mondo. Da sottolineare che una trentina di questi presepi saranno realizzati artigianalmente dagli immigrati riminesi. L’inaugurazione avverrà sabato 5 dicembre presso il Palazzo del Podestà a Rimini e l’intera manifestazione è stata organizzata in collaborazione da Caritas Diocesana e dalla Migrantes di Rimini. Sarà possibile visitare la mostra fino al 6 gennaio 2010 e l’ingresso è gratuito. Un’occasione per i turisti di vedere qualcosa di diverso e unico ma anche per le famiglie residenti in Rimini per conoscere il carattere multietnico dalla loro città.
http://www.caritas.rimini.it/

Tosca
L’anno nuovo non potrebbe cominciare meglio a Rimini, infatti la stagione teatrale del 2010 inizierà con la Tosca, meravigliosa opera lirica pucciniana. L’opera verrà rappresentata dal 1 al 3 Gennaio presso l’Auditorium Palacongressi riminese sotto la regia di Ivan Stefanutti mentre il Maestro Matteo Salvemini dirigerà il coro lirico Amintore Galli e l’orchestra Camerata del Titano. Il prezzo del biglietto varia dai 25 euro per la tribuna ai 50 euro per il settore A. Per questo evento è necessaria la prevendita che potrete trovare in via Gambalunga, 17 vicino al centro storico di Rimini oppure per tramite mail info@corogallirimini.it
Per ogni ulteriore informazione visitate il sito http://www.corogallirimini.it/tosca.htm

Da www.flickr.com
Dal 10 Ottobre è iniziata a Castel Sismondo una mostra dedicata all’arte contemporanea, che si chiuderà il 14 Marzo, per cui se siete interessati avete ancora tempo per vederla. La mostra dedica spazio a 36 pittori contemporanei, più o meno conosciuti, che hanno rappresentato nelle loro opere il paesaggio oggi dell’Italia. Il costo è di 10 Euro, secondo me più che accettabile.